Un viaggio fantastico, appena iniziato

“Il respiro del vino” di Luigi Moio.

Luigi Moio è uno dei più noti enologi italiani, ricercatore e professore universitario, nato da una famiglia di produttori. Studi e idee, continuamente verificate sul campo, lo hanno portato dalle università italiane a quelle francesi e poi sul campo, protagonista di tante storie avvincenti come l’esplosione dei vini campani di qualità. Competenza ai massimi livelli e passione, che unite all’amore per insegnamento e divulgazione diventano fiume inarrestabile di nozioni, spiegazioni, storie. Una dichiarazione d’amore continua per il proprio lavoro e, naturalmente, per il vino.

Passione che tanti, e me nel mio piccolo, condividono con lui anche se con molta meno competenza. Così quando Daniele mi ha consigliato assolutamente di leggere questo suo libro, e poi anche tutti gli altri amici dell’enoteca ‘Sorso’ a San Paolo me ne hanno parlato, ho pensato che forse potevo davvero provarci, anche sapendone molto poco. ‘A te che sei un chimico, di certo piaceranno tutte le informazioni sulla chimica del processo di vinificazione, e le capirai magari più di me.’. Questa sicuramente è stata la chiave che Daniele ha scovato per stuzzicare definitivamente la mia curiosità.

Così ho incontrato il mondo di Moio. Dall’uva al mosto, dalle fermentazioni primaria e secondaria al ‘barrique’, su e giù per l’Italia e anche in Francia, ogni elemento della vita del vino ha trovato spiegazione in un racconto appassionante. E forse sono stato anche ubriacato dai mille profumi descritti non tutti ben noti, dalle mille formule dei composti chimici che li hanno generati. A volte perso tra tanta informazione, a volte contentissimo di aver compreso il perché di sensazioni legate ai vini che già conosco, e sempre col desiderio di verificare tutto quanto raccontato davanti ad un bicchiere.

Ecco, se c’è una cosa che forse mi è mancata di più è stata la possibilità di verificare ogni volta quel dato odore, quella caratteristica, quel pregio o quel difetto che Moio stava raccontando in quella pagina, in quelle righe. La sensazione di incompiuto che mi ha dato leggere di decine e decine di uve, vitigni, vini bianchi, rosati e rossi, giovani e invecchiati, barricati e da uve appassite senza poter odorare, osservare, assaggiare ognuno di loro. Una valanga di singole storie che senza appigli reali mi hanno attraversato. Che forse non è un vero peccato, ma solo l’inizio di un lungo, bellissimo viaggio.

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Anche su Goodreads (20/08/2021) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/4101897804

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