Dicembre, 2018

Capodanno 2019.

Ci siamo, è l’ultimo giorno di questo mese complicato e di questo anno che resterà nella memoria, e non esattamente perché le cose siano andate troppo bene e migliorando. Anche se le scadenze di calendario non hanno senso logico, come tutti voglio divertirmi a fare una specie di bilancio per vedere se poi è andata così male, se si salva qualcosa.

Da cosa cominciamo? Prendiamola larga e parliamo dello stato dell’arte di questo nostro pianeta. Come va? ‘Nzomma… Siamo nel mezzo di una fase oscurantista senza precedenti. La maggiore potenza è guidata da un reazionario misogino ed egocentrico e molti lo stanno seguendo per quella via. Il mondo guarda in casa propria, e muri vengono eretti.

In casa nostra invece di guide ne abbiamo due. Che non sono neanche particolarmente reazionarie, anzi non sono. Annusano il vento e si dispongono in quella direzione. Ed il vento è un vento di paura, di ignoranza, di egoismo. Il tutto strumentalmente e abilmente utilizzato. I nostri valori migliori sono annichiliti e sgomenti, sconfitti e derisi.

L’economia mondiale, tra Brexit e tariffe, affronta un momento complicato di cui non si vede la fine. Dal generale al personale, le mie risorse frutto di fatiche sono sotto stress, e solo in Dicembre son calate di oltre il 5%. Non è un ritmo che si possa sostenere a lungo, e per fortuna non accadrà, ma quando ci sarà più serenità economica sarà molto benvenuta.

Almeno in famiglia va bene. Cioè, va meglio dopo che papà ha superato una emorragia interna con ricovero ad inizio mese. E’ in convalescenza, con la memoria che lo abbandona e l’eterno sorriso. La mamma ha qualche difficoltà anche personale con la situazione, abbiamo messo un aiuto. E’ stato un mese complicato, ma se ne sta uscendo.

Che poi basterebbe che ci fosse la salute. Laddove qualche problema a Dicembre c’è stato. Quando sei sotto pressione, il corpo somatizza. Ora c’è una questione sonno e appetito, e denti, ed una questione anche con un piede e le sue trasmissioni nervose. Forse anche altro, sono un poco stanco, troppo. Chain smoking ed il bere non aiutano.

Manca qualcosa? E’ successo altro? Si, è successo altro e sta succedendo ancora. Niente di particolarmente originale, nulla cui non si possa sopravvivere. Ma quando le cose importanti sembrano sfuggire tra le dita come sabbia, quando un sogno sembra diventare incubo non si può dire che sia una buona fase. Come minimo è una fase complicata.

Però c’è una buona notizia. Ed è che questo mese di merda finisce, e quest’anno con lui. Preparerò lenticchie e cotechino, tirerò fuori dal frigo il prosecco e brinderò. Brinderò al futuro, magari con qualche buon proposito che mi migliori, sorriderò alle mie speranze con indulgenza. Ed in cuor mio sarò vicino alle persone care, ed augurerò felicità.

Buon anno, dunque. Che sia migliore di quello passato non dovrebbe essere molto difficile. E che sia il migliore fra tutti quelli passati è sempre possibile. Si vedrà.

—ooo0ooo—

Lenticchie in umido

Per 4 persone con poco appetito servono un 500 gr di lenticchie in scatola o 250 gr secche, mezzo bicchiere d’olio extra vergine d’oliva, una carota, un pezzetto di sedano, mezza cipolla, 3 pomodori pelati (circa due terzi di una scatola) sgocciolati e schiacciati, se volete mezzo etto di pancetta liscia o pepata (non coppata), una tazza di brodo.

Se secche, tenete in ammollo le lenticchie per almeno 12 ore. Preparate un soffritto con l’olio e le verdure tritate e, per chi vuole, la pancetta. Aggiungete le lenticchie scolate e fate insaporire rigirando. Aggiungete i pomodori, salate e pepate a piacere. Fate insaporire rigirando, coprite la pentola con un coperchio e lasciate cuocere per circa 15 minuti. Aggiungete il brodo caldo fino a coprire le lenticchie. Non annegatele, devono affiorare a pelo d’acqua. Abbassate la fiamma col coperchio e continuate la cottura per 45/60 minuti, rigirando di tanto in tanto. Infine controllate se aggiungere del sale e del pepe.

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