Un mese di blog

Dietro casa (Lake Charles, LA 1995).

Un mese, poco più di una trentina di giorni ed un articolo al giorno. Giorni di pensieri, ricordi, emozioni belle e anche meno belle, riflessioni su ciò che ho vissuto e che mi ha portato a ciò che sono. Ce ne saranno ancora, ci sarà ancora da raccontare dal passato, sull’oggi e naturalmente anche nel futuro, ma mi piace l’idea di considerare questa la conclusione di un primo ciclo di pensieri ed emozioni. Perché ciò che saremo proviene da quel che abbiamo vissuto, sopratutto nei momenti delle emozioni più intense. E questo, evidentemente, è uno di quei momenti in cui tutto viene messo a soqquadro e c’è bisogno di ricomporre e dare il senso alle cose, quelle di oggi, certo, e anche quelle vissute.

Un amico suggerisce che questo mio blog soddisfi in effetti il mio bisogno di una catarsi, un mio rito magico di purificazione, il mio liberare il subconscio dalle esperienze traumatizzanti rivivendole ed analizzandole. Non saprei, anche se evidentemente c’è in me la necessità di guardare indietro e dentro di me in questa fase di aggiustamento. Per capire le cause delle questioni ed i cambiamenti necessari da cui ripartire per proseguire il cammino, cosa c’è oggi nello zaino. Ed ho trovato nel blog uno strumento di confronto con me stesso, come guardarsi allo specchio con sincerità. E’ importante, anche se non quanto un amico che ti aiuti a correggere la tua lettura delle cose. E per fortuna ne ho.

E c’è anche un bisogno di confrontarmi con la mia capacità di comunicare queste emozioni, più propriamente non solo riuscire ad inquadrarle, ma anche ad esprimerle in modo comprensibile, trasmetterle. La capacità di scrivere coinvolgendo, per esempio. Non so se sono capace, ma ho ricevuto apprezzamenti da persone care che mi dicono di andare avanti, che riescono a sentire ciò che dentro me vuol essere raccontato. Perché questo non è certo il blog di uno che scrive in quanto scrittore, ma sono le storie di un ‘raccontatore’ di sé stesso e dei suoi pensieri. Vicende che mi hanno emozionato, luoghi che hanno lasciato qualcosa, libri che sono rimasti dentro di me, le mie fotografie. Cose così.

Cose che ho voluto condividere con chi ha interesse e piacere nel leggerle, parti di me conosciute e altre meno, e che insieme compongono questo grande caleidoscopio che ognuno di noi è. E forse questo è un ulteriore modo di vivere questo blog. Prima di tutto fare chiarezza in me guardandomi dentro con onestà sulle esperienze di ieri e di oggi, poi seguire e comprendere le mutazioni di un percorso odierno importante di critica e riallineamento, quindi confrontarmi con la mia capacità di comunicare sinceramente le mie emozioni, ed infine ricostruire per chi vuole conoscerla questa figura di uomo. Un uomo normale, ma anche speciale, come tutti. E, come tutti, con qualcosa da raccontare.

3 pensieri riguardo “Un mese di blog

  1. Cominciai a scrivere 5 anni fa esattamente per lo stesso motivo. E ho imparato che farlo più spesso nei momenti difficili mi aiuta a mettere in ordine ma anche ad anestetizzare un po’ la sofferenza. Poi fortunatamente arrivano periodi che si scrive di meno…. 🙂 buona giornata

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