Freddo

Piazza Navona (Roma, 1963).

Sta arrivando il freddo. E’ da qualche giorno che ci prova, ora si sta facendo più deciso. Lo senti tra le fibre di quei vecchi jeans che non portavi da tanto tempo ed ora ti entrano di nuovo, dal buco consumato dietro la coscia. Lo senti sul petto perché tieni ancora il giaccone aperto ed anche il vecchio cardigan, e tieni la sciarpa libera, non con quei nodi strani che vanno ora di moda. Che tanto tu di moda non lo sei e non ti interessa, sei sempre stato armonioso e non all’ultimo grido, l’armonia sembra molto più bella.

Quel freddo lì sul petto è un po’ più intenso, in realtà è dentro da qualche giorno, ma sai che non è colpa del vento gelato. E’ arrivato che il cielo era ancora sereno, di un azzurro commovente come tutto, invernale. E’ arrivato come non ti aspettavi, perché non lo aspettavi e non lo temevi. Ed invece bisogna essere previdenti, non bisogna adagiarsi sulle proprie gioie, occorre proteggerle ed essere vigili, curarle perché son delicate e soprattutto preziose. Perché non puoi permetterti di perderle, ne va della tua vita.

Quelle gioie possono essere perdute e per colpa tua, per tua maledettissima colpa. Si, non si è sempre abituati alla gioia, è cosa rara, anzi non si può essere abituati a qualcosa di unico, ed è per quello che non si sa come trattarla, come curarla. Si può imparare, ma quando succede è perché vi si è costretti dal baratro che si spalanca davanti al tutto. Tutto è in pericolo e daresti la vita per salvarlo, se servisse. Ma non si sa se basta, non si sa se c’è tempo, non si sa se è troppo tardi e neppure se avrai una seconda occasione.

Non sapere ti uccide ed il far finta di non sapere ammorba l’anima che vuol continuare a credere a tutti i costi, vuole lasciarsi una ultima possibilità di resurrezione, come un moribondo qualunque che ritrovi la sua fede in punto di morte, e lo capisci. Eppure, si annichilisce ad ogni singolo istante che passa, perché non è facile credere alle favole, né sai come aiutarle, né ti è concesso. Le favole, quelle che cambiano la vita restituendotela, possono accadere. Ci piace crederlo, ma non dipende da noi, dipende da tanto altro.

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