(Pre)sentimenti

Nuvole, ma anche il sole (Roma, 2019).

Siamo a Maggio, continua a piovere quasi ogni giorno, e anche stanotte è piovuto. Ma poi le nuvole si aprono e lasciano splendere ancora una volta il sole. Uno spettacolo visto mille volte, eppure sempre affascinante, come una speranza ancestrale realizzata. Intanto un altro compleanno è arrivato, ma non sarà come gli altri. Non sarà stato così desiderato e atteso, né sarà condiviso. Sarà un giorno qualunque, forse peggiore. Come non era da anni.

Non c’è cosa più amara
Che l’alba di un giorno in cui nulla accadrà

Cesare Pavese, “Lo steddazzu”.

Poi un presentimento. Abbasso lo sguardo verso l’uscita del parcheggio. E lei è lì, che scendendo per la strada ripone le chiavi e gli occhiali nella borsa. Deve avere avuto anche lei una vibrazione perché alza lo sguardo, e poi mi sorride. Non è il suo bel sorriso aperto, è un sorriso diverso. C’è un’ombra di imbarazzo, ma anche un che di compiaciuto per il dono. Come una bimba amata dopo una marachella, che desidera e sa farsi perdonare.

E se è tutto un sogno, che importa. 
Mi piace e voglio continuare a sognare. 

Luis Sepúlveda, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.

Non aspetto in casa e scendo, faccio i gradini di corsa. Quel sorriso è lì in strada che mi accoglie, quegli occhi tanto mancati ora sono lì di fronte che mi interrogano per un attimo infinito. Incontrano i miei che vorrebbero leggere nella sua anima, ma non si può. Possono solo mostrare la sorpresa, una gioia incredula ed immaginare le nostre mani mentre si stringono. In silenzio, ci abbracciamo. E con un lungo sospiro, finalmente, chiudo gli occhi.

Sole, ma anche le nuvole (Roma, 2019).

Nella realtà i miei occhi restano aperti mentre, senza voler turbare alcuno e cosciente del sogno, mi regalo una briciola di felicità con l’idea che tutto possa accadere. A ciò serve la fantasia, no?

—ooo0ooo—

Gli amori nascono e muoiono. Segnano la nostra vita e la arricchiscono di sentimenti forti, bellissimi ed anche drammatici, gioie infinite e dolori insanabili. Ma se la loro nascita è istinto incontrollabile, la loro fine a volte è legata ad incomprensioni dalle drammatiche conseguenze. Che però possono essere evitate o superate affinando la sensibilità alle esigenze più o meno espresse del nostro partner. Con la ricerca del dialogo e la volontà di comprendere, col desiderio di far crescere il nostro amore attraverso le difficoltà della vita.

Da Goodreads sul libro
“Men are from Mars, women are from Venus” di John Gray
(“Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere.
Imparare a parlarsi per continuare ad amarsi”)

Per continuare ad amare

Avevo comprato questo libro molti anni fa negli Stati Uniti, ma mi sono trovato a leggerlo solo ora in un mio percorso di analisi della coppia. E, come molti partecipanti ai seminari di John Gray si sono ritrovati a dire, “I wish someone had told me this before”, sarebbe stato un bene leggerlo prima. Perché la comunicazione nella coppia è spesso il problema più grande che ne minaccia la stabilità. Ed uno dei punti chiave che non tutti comprendono in tempo è che lo stile comunicativo degli uomini e delle donne è differente. Non comprendere ciò può portare a gravi conseguenze.

Il punto principale che viene sostenuto è che alla base uomini e donne vivono il proprio mondo affettivo in maniera diversa. Nel modo in cui percepiscono l’affetto e lo manifestano, richiedono ed elargiscono attenzioni, apprezzano i propri partner e ne accettano i limiti, ed in generale amano. E sopratutto che ciascuno tende a valutare i comportamenti del partner basandosi sulla propria modalità, di uomo e di donna, di Marziano e Venusiano, che essendo diversa tra loro porta ad interpretazioni sbagliate ed a mille incomprensioni. Fino a mettere in discussione il rapporto.

Se è vero che, come dice John Gray, che uomini e donne parlano linguaggi differenti, che gli uni tendono a minimizzare i problemi che si possono risolvere senza parlarne e le altre hanno invece bisogno di comunicare i sentimenti vissuti mentre ne cercano la propria soluzione, che il modo di valutare e pesare le attenzioni è radicalmente diverso tra loro, e che in generale i bisogni emozionali dei due universi sono vissuti e manifestati in modi molto diversi e perlopiù incompresi dal partner, allora imparare a comunicare l’un l’altro tutto ciò diviene fondamentale.

E se gli strumenti forniti nel libro possono sembrare da questa parte dell’oceano un po’ un’americanata coi loro moduli, è anche vero che è necessario entrare nell’universo dei bisogni del proprio partner con il desiderio sincero di comprenderli e soddisfarli per quanto possiamo. Per ragioni diverse, dal riserbo ‘machista’ maschile alla fiducia nelle intuizioni femminile, questi bisogni fanno spesso fatica ad essere espressi chiaramente, e dunque compresi e soddisfatti. Ma è necessario farlo, ed è con il dialogo che possiamo colmare queste distanze e continuare ad amare.

Roma, 22 Maggio 2019 – Leggimi anche su
https://www.goodreads.com/review/show/2090434693

6 pensieri riguardo “(Pre)sentimenti

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