Stupido

Fiori, stupidi (Roma, 2020).

Alla fine, nonostante tutto e forse proprio per tutto ciò che hanno rappresentato, per i due mazzi di fiori così cari e ormai seccati anche dal tempo arrivò il cassonetto. Vitale o indifferente? Non saprei, ormai tra quei fiori di vitale c’è solo un pensiero solitario, il rispetto e l’affetto per un sentimento che avrebbe meritato più fortuna. Allora forse meglio indifferente, come l’indifferenza che li ha accompagnati per giorni, per mesi, ormai per anni. Stupido… ecco, ci fosse un cassonetto per le cose stupide la scelta sarebbe semplice.

Stupido come lei che non ha capito, stupido come lui che ha capito ancora meno, stupido come i tanti protagonisti divertiti di una vicenda in realtà assolutamente stupida anch’essa. Stupidi come tutti noi nella vita, così stupidi da immaginare bellissimi sogni e allo stesso tempo così stupidi da riuscire a distruggerli coscientemente. Anche senza pietà e senza rispetto, se necessario, forse senza neanche capire cosa stiamo stupidamente combinando a chi stupidamente ha creduto in noi, pensando fossimo meno stupidi di ciò che siamo.

E invece no, siamo completamente stupidi, colmi di stupidità fino a traboccarne dal vaso rivoli di superficialità e fascinazioni effimere, lontani miti ed illusioni create ad arte da altri per plagiarci e convincerci a fare cose in realtà proprio stupide, senza un futuro e senza uno scopo che non sia in realtà un celato interesse altrui, stupidamente una scelta dietro l’altra, una canzone struggente dopo l’altra, una caricatura d’amore dietro l’altra. E alcune cose sono talmente stupide che poi non potremo perdonarci. Probabilmente mai.

Anche questa in realtà è una narrazione stupida, che può far sorridere. Stupidaggini cui i saggi hanno già dato tutte le giuste risposte. Ciò che andava fatto e non è stato, ciò che andava chiarito e volutamente lasciato all’oscuro, ciò che poteva e doveva essere salvato ed è stato lasciato andare, come un palloncino lasciato apposta per vederlo sparire sempre più lontano. Bello, sì, ma non tornerà più e sarà perduto per sempre, non ne avremo un altro così. Forse non ne avremo più affatto. Un ricordo, bello e stupido, e inutile.

Che poi, a leggerla per bene, c’è qualcosa di troppo anche in questa narrazione. Ed è proprio la parola ‘stupido’ nel suo ridicolo. Potrebbe essere cancellata tanto è il peso che se ne dà, o declinata in modi diversi. Potrebbe essere il ‘dolore’, oppure all’opposto il ‘vuoto’. Il peso che diamo alle cose può essere infinitamente differente. Può essere il senso di una vita o un episodio dei tanti, e non interessare a nessuno. Tanto meno ai protagonisti inconsapevoli. Storie così, stupide, dolorose e vuote, ce ne è a bizzeffe. E sempre ce ne sarà.

2 pensieri riguardo “Stupido

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