Creole & Cajun

Piazza Jackson (New Orleans, 1996).

La Louisiana, in cui ho avuto la fortuna di vivere per alcuni anni, è una delle poche aree degli Stati Uniti che in qualche misura ha una sua cultura originale rispetto agli altri stati, anzi ne ha due distinte tra loro, ma collegate. Ad esempio dalla lingua francese, l’amore per la musica e la cucina caratteristica. E la gioia di vivere. Nella sua parte orientale intorno a New Orleans si trova quella ‘creole’, creola, un poco più aperta e multiculturale, ed in quella occidentale verso il confine col Texas si trova invece quella ‘cajun’, un poco più selvaggia e chiusa. Le similitudini e le differenze si spiegano con la storia.

Casa spagnola (New Orleans, 1996).

La zona orientale intorno a New Orleans fu colonizzata dagli spagnoli nel XVI secolo, e con loro arrivarono schiavi di colore. Il termine ‘creolo’ deriva dall’antico castigliano ‘criollo’, meticcio, e quindi fa riferimento ad una cultura mista tra gli spagnoli, e poi i francesi, ed i neri provenienti dall’Africa. Nel XVII secolo agli spagnoli subentrarono i francesi fondando New Orleans nel 1718. Essi dedicarono la Louisiana a forma di ‘L’ a Luigi (Louis) XVI ed imposero la propria lingua. L’influenza spagnola e francese continuò nell’area con alterne vicende fino alla cessione della Louisiana agli Stati Uniti da parte di Napoleone nel 1803.

Quartiere francese (New Orleans, 1996).

La zona occidentale, invece, fu colonizzata da coloni francesi provenienti dal Canada orientale, in particolare dalla zona dell’Acadia affacciata sull’Oceano Atlantico. Qui si erano stabilite colonie di ‘ugonotti’, protestanti francesi, che a seguito degli scontri tra Inghilterra e Francia, avendo parteggiato per quest’ultima, vennero deportati dal Canada in Louisiana a partire dal 1750. I ‘cadiens’ dell’Acadia (da cui il termine ‘cajun’) erano gente abituata ad affrontare una natura ostile, erano pescatori e cacciatori, e riuscirono a domare così allo stesso modo anche la zona prevalentemente paludosa in cui infine si trovarono.

Casinò Flamingo (New Orleans, 1996).

Ciò spiega perché le due zone parlino il francese con dialetti diversi. E perché le cucine siano simili, basate sui prodotti locali come i ‘crawfish’ (gamberi d’acqua dolce), l’alligatore, il ‘gumbo’ (zuppa di terra o di mare) ed il riso, ma con sfumature diverse, più dolciastre nelle versioni creole a causa delle spezie particolari e più decise e piccanti in quelle cajun, dove si produce il tabasco vicino la città di Lafayette. E perché le musiche siano diverse, con la grande tradizione di New Orleans nel gospel, nel blues e nel jazz, e con l’unicità della musica di violino ed organetto nelle serate danzanti al ritmo di cajun e zydeco.

Piazza Jackson (New Orleans, 1996).

Poi ci sono i tratti in comune. Il motto della Louisiana, ‘Laissez les bons temps rouler’ o ‘Let the good times roll’, una specie di ‘Che il divertimento abbia inizio’, è condiviso e si traduce con le grandi parate del famoso ‘Mardì gras’ di New Orleans e con le celebrazioni dei ‘Contraband days’ in terra cajun, i giorni del contrabbandiere, laddove quelle coste intricate furono rifugio di pirati come Jean Lafitte ad inizio 800. Ciò che caratterizza queste manifestazioni è che sono vissute come festa di comunità, che si ritrova in strada intorno ai carri o sulle barche con bandiere pirata tra divertimento genuino, birra e barbecue.

Carro per matrimonio (New Orleans, 1996).

E’ stato bello sentirsi parte di questa comunità durante i miei anni in Louisiana, ed in particolare della comunità cajun. Da allora sono anch’io un poco ‘coonass’ come ci si chiama da quelle parti, pensando al ‘racoon’ (orsetto lavatore) dei berretti per i cacciatori del Canada ed ad un altra chiara parola. E godere di New Orleans per viverne i suoni e la festa, l’architettura e la gente speciale che la anima. Se ne avete occasione, non perdetela. Troverete una delle poche vere culture autoctone degli Stati Uniti con la sua lingua, la musica e la cucina. Se volete, vi accompagno volentieri a ritrovare quella parte di me.

Gabbiano al ristorante (New Orleans, 1996).

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