Infanzie

Simone e zio Roberto (Roma, 2001).

Siamo stati tutti bambini. E tutti abbiamo o abbiamo avuto figli o nipoti intorno per regalarci la loro gioia di vivere ed i loro sorrisi. E’ nella loro natura leggera e ce la trasmettono, riportandoci alla nostra infanzia serena, ci aiutano a non perdere il filo del senso della vita. Come dice il sentimento popolare, sono una benedizione per l’anima. E allora sorge una domanda, importante. Facciamo oggi abbastanza, come individui e come società, per proteggerli e farli crescere bene e sani, e per fornirli degli strumenti necessari di critica ed autodifesa? Alcuni non sono sicuri che lo facciamo abbastanza perché le cose sono cambiate nel tempo. La nostra infanzia e l’infanzia dei bambini di oggi sono diverse.

La nostra infanzia era allo stesso tempo severa e libera. Dovevamo seguire mille regole, imparare a stare a tavola ‘seduti e composti’, magari per andare a pranzo dallo zio Filippo che intimoriva con lo sguardo. Ed allo stesso tempo eravamo liberi, liberi di stare insieme per la strada e di inventare i nostri giochi. Così crescevamo in fretta, con le ginocchia sbucciate ed in un contesto di relazioni al nostro livello. E c’era la comunità tutta che ci controllava e proteggeva, perché un monito ricevuto da un conoscente valeva quanto quello dei tuoi. La società tutta partecipava alla tua educazione condividendone i principi, un misto di repressione ed indipendenza che favoriva una crescita equilibrata.

Oggi le cose sono cambiate. I pochi bambini preziosi subiscono le attenzioni dei mille parenti che, a partire dai genitori ansiosi, li proteggono da ogni possibile rischio compreso quello di annoiarsi. Non si inventano più i loro giochi, non hanno più quegli spazi di libertà e di crescita relazionale tra pari equilibrata di prima. Si interfacciano principalmente con gli adulti e, in questo rapporto sbilanciato, li sopraffanno con facilità. Perché gli adulti ‘amici’ non sanno più dire di no, e non permettono neanche agli altri di farlo. La comunità che proteggeva i bimbi di allora non ha più l’investitura di un tempo, e alla fine si astiene. I genitori sono soli con i loro bambini viziati, e di fronte a pericoli molto più imponenti.

Ad esempio, i pericoli che derivano dall’azione esercitata sui bambini in modo diretto e senza scrupoli dal mondo economico, in particolare delle multinazionali. Lo vediamo con le pubblicità che parlano direttamente a loro, che fino ad una certa età non sanno ancora distinguere tra verità e invenzione, e sono quindi facilmente manipolabili. Ed anche con le azioni indirette sugli adulti, laddove la società ha smarrito quei principi morali che la univano nel proteggere i figli di tutti. Siamo in un tempo che mette al primo posto tra i valori il guadagno, e questo è un pericolo abissale per il nostro futuro. Ben lo descrive Joel Balkan nel suo approfondito studio ‘Assalto all’infanzia’, di cui vi lascio le mie riflessioni.

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Da Goodreads su “Assalto all’infanzia” di Joel Bakan:

La nostra civiltà si misura da come trattiamo i bambini

Lo diceva Nelson Mandela che “Non ci può essere rivelazione più vera dell’anima di una società del modo in cui tratta i suoi figli”. E come ci stiamo comportando con loro? Facciamo ciò che dobbiamo per proteggerli, favorirne lo sviluppo intellettivo e la salute, dare loro la possibilità di crescere e migliorare questo mondo? Joel dice di no.

Una risposta che, lunga e articolata, affronta con una enorme quantità di dati ed informazioni, analisi ed approfondimenti le problematiche che giorno dopo giorno hanno peggiorato le condizioni di vita dell’infanzia sul nostro pianeta, e non solo nei paesi in via di sviluppo, ma, anche e con sorpresa, in quelli più avanzati come gli USA o il Canada. 

Dopo che il ‘900 ne aveva migliorato le condizioni sino ad essere ‘il secolo dell’infanzia’, dagli anni ’80 una perlopiù in malafede idea di libertà ha quasi eliminato quel controllo istituzionale che aveva sino ad allora limitato e regolato, ad esempio, gli effetti nocivi delle corporation, vincolate in realtà per statuto ai propri soli interessi.

Interessi che mai hanno esitato davanti ai soggetti più deboli e indifesi. Un marketing manipolativo mirato, dottori che si vendono prescrivendo farmaci inutili e pericolosi, prodotti tossici immessi senza controllo, un mercato del lavoro tipo in agricoltura che ne permette lo sfruttamento, la finalizzazione del mondo scolastico alla produzione acritica.

Sono solo alcuni dei campi analizzati da Joel di cui documenta in modo preoccupante la deriva malsana. In questo sistema che si vanta di basarsi sulle libertà di genitori informati e sulla responsabilità civica delle corporation, i primi non hanno gli strumenti per essere sufficientemente informati e le seconde non possono avere responsabilità civica.

Sta a noi ridefinire le regole, riappropriarci di ciò che è necessario per rappresentare di fronte a tutti i diritti di chi non può difendersi. Il diritto ad una vita sana, al pensiero creativo, ad un mondo più giusto in cui realizzare le proprie aspirazioni. Questo non è quello che stiamo facendo, e ciò è profondamente sbagliato. Non per noi, per i bambini.

Roma, 12 Luglio 2018 – Leggimi anche su
https://www.goodreads.com/review/show/2369159618

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