Zan, zendegi, azadi!

“Nelle strade di Teheran” di Nila (pseudonimo anonimo).

Il 16 settembre 2022 Mahsa Jina Amini muore in carcere dopo essere arrestata dalla polizia morale di Teheran per “uso improprio del velo”. Dal suo funerale e per diversi mesi, tutto l’Iran è stato scosso da oltre 1600 manifestazioni al grido di ‘Zan, zendegi, azadi’, ‘Donna, vita, libertà’. Prima le donne, poi i lavoratori del settore dell’energia e le carceri, intere scuole e gli atleti, e infine intellettuali, borghesia e giornalisti, manifestano contro il regime e la polizia morale. La repressione fu durissima con centinaia di morti e imprigionati e avrà eco altissimo in tutto il mondo.

Nila, pseudonimo anonimo di una delle giovani attiviste per le strade di Teheran in quei giorni, racconta in questa sua preziosa testimonianza il coraggio e la paura nell’affrontare ogni sera con le donne del movimento la violenza della repressione. Uscire di casa senza sapere se potrai mai tornare, vivere nella speranza che non tutto finisca nel nulla, che il sacrificio e la morte di tanti giovani non sia stato inutile. Che il carcere, gli stupri, il dover pagare i proiettili che hanno ucciso i tuoi cari per riavere il loro corpo abbiano comunque un senso, il senso della speranza di cambiamento.

Sappiamo già che questo non è accaduto, non allora e non ancora. Nonostante i movimenti che nel 2022 protestarono contro la repressione della emancipazione femminile repressi nel sangue, e nonostante i grandi movimenti di protesta del 2025-26 ancor più sanguinosi, nulla è cambiato, nessun progresso civile sembra all’orizzonte. La guerra che, forse, è appena terminata non ha aiutato affatto, e sembra invece aver consolidato il potere e i suoi strumenti di controllo su una società civile che, a differenza di altri paesi arabi, ha sempre cercato di emanciparsi in modo unico.

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Anche su Goodreads (06/07/2026) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/8660848864

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