Una nuova ‘lunga marcia’

“Chip war. La sfida tra Cina e USA per il controllo della tecnologia che deciderà il nostro futuro” di Chris Miller.

La storia dell’evoluzione dell’hardware, a partire dal secondo dopoguerra ai giorni d’oggi, è molto complicata. Complicata dal punto di vista tecnico perchè incredibilmente veloce secondo la legge di Moore (per cui il numero di transistor nei microcircuiti raddoppia approssimativamente ogni 18-24 mesi), dal punto di vista della complessità logistica di realizzazione (per cui l’enorme componentistica necessaria è distribuita tra mille società sparse per il mondo, alcune però quasi in regime di monopolio), dal punto di vista economico richiedendo contemporaneamente di coniugare enormi costi d’investimento con l’efficienza economica dei costi di produzione (per cui le più importanti ‘fab’ sono principalmente asiatiche oltre a Intel e AMD). Ma soprattutto dal punto di vista geopolitico, perchè già da subito dopo la guerra del Vietnam si comprese appieno che i moderni eserciti dei nostri tempi avrebbero dovuto competere più per la qualità degli armamenti che per la loro quantità (come infine compresero i Russi ammettendo i propri nuovi limiti).

Tutto questo fenomento altamente interconnesso, strategico ed economico, nella sua complessa evoluzione ci viene raccontato dal buon Chris Miller nella sua importante opera, aggiornata più o meno al 2023. E questo percorso, dai primi ‘fab’ – le fabbriche di chip – in USA alla loro delocalizzazione di Giappone, Korea e Taiwan e altrove al desiderio cinese di recuperare capacità tecnologica, ci porta ai giorni d’oggi. Che vedono il poderoso scontro tra gli USA, ormai incapaci di fare affidamento solo sulle proprie risorse (con macchine di produzione olandesi e produttori koreani e taiwanesi, gli USA ormai si limitano alla progettazione ‘fabless’) e una Cina che non risparmia mezzi (legali e non) per crescere e divenire sempre più indipendente nella progettazione e realizzazione di chip per rafforzare la propria capacità in primis militare, oltreché di controllo della popolazione e di sviluppo dell’AI. Una nuova ‘lunga marcia’ che, dopo un’inizio titubante, ha sicuramente trovato oggi il passo per recuperare lo svantaggio, cosa che non è mai riuscita alla Russia.

E qua siamo. L’America ha compreso, ad un tratto, che è sempre più complicato mantenere il vantaggio, che non ne ha più capacità e risorse. E, dopo anni di globalizzazione, sfodera a un tratto tutta la sua influenza coercitiva sul commercio internazionale per impedire alla Cina di accedere alle tecnologie più innovative. Bloccando l’esportazione tecnologica delle società più avanzate come l’ASML (olandese, detiene un monopolio virtuale nella tecnologia EUV Ultravioletto Estremo, fondamentale per creare i microchip più avanzati), la TMSC (taiwanese, leader mondiale indiscusso nella produzione conto terzi di semiconduttori avanzati), la Nvidia (americana, leader mondiale di progettazione chip per il calcolo accelerato e l’intelligenza artificiale). Probabilmente riuscirà nel suo intento nel breve termine, ma la storia a volte insegna che cercando di limitare un certo sviluppo si corre il rischio di stimolare ancora di più la ricerca di soluzioni alternative e indipendenti. La Russia copiava, male e in ritardo. Ma la Cina (come fece il Giappone della Sony) impara. E poi, magari, ti supera.

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Anche su Goodreads (11/05/2026) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/8282553883

2 pensieri riguardo “Una nuova ‘lunga marcia’

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