Abbandonato al proprio destino, come tutti

“Vergogna” di J.M. Coetzee.

Così, nel mio viaggio per il mondo e stavolta nella letteratura africana, sono finito tra le pagine di Coetzee. Che non narra dei drammi dell’Africa coloniale, ma racconta della vita più recente nel Sudafrica post-apartheid. Lui di origini borghesi e afrikaans alle prese col cambiamento. Cambiamento che è nel suo ruolo di professore universitario di studi classici prestato alle nuove esigenze didattiche che disprezza, cambiamento che è in una società apparentemente riappacificata ma tesa nel desiderio di vendetta dei vecchi oppressi, cambiamento che è quello di un uomo pian piano sempre più stanco eppure ancora alla ricerca della vita che può dare un abbraccio, una carezza, un amore o quasi.

Cercavo l’Africa e ho trovato la prosa asciutta, moderna e potente di Coetzee premio Nobel. Cercavo riscatto e futuro, e ho trovato un dramma esistenziale e la testardaggine, e la sconfitta e la rassegnazione. Cercavo l’impulso all’ascesa nel cambiamento e ho trovato l’abisso profondo della realtà. Che non è bella e non piace a nessuno, che non è bianca o nera ma dalle mille sfumature, dove non ci sono colpevoli e innocenti, ma questa razza bastarda che siamo. Non sorprende che questo romanzo non sia piaciuto a nessuno in Sudafrica: non ai bianchi che vi hanno letto giustificazioni al desiderio di vendetta dei neri, e neanche a questi ultimi perché la loro sete di vendetta non è bella né porta al bene.

Quindi in primis un’Africa di ombre e contraddizioni e ancora dolore e durezza, e un mondo che cambia e non sempre nel senso del miglioramento o dei valori. E poi, a livello personale, un uomo che cerca di continuare a vivere, ad assecondare orgoglio e desideri. Ma che scopre che l’orgoglio è un lusso con un prezzo molto caro, se pure lo si vuole affrontare, e non è detto che se ne esca vincenti. E che i propri desideri, le proprie pulsioni, le proprie passioni una volta così belle e vitali non possono reggere il passo dell’età che avanza. Che diventando vecchi anche i sentimenti più genuini verranno derisi e disprezzati, e le manifestazioni d’amore sempre più viste come patetiche e meschine.

Una storia asciutta, dunque, quasi scarna. Ma potente, intensa e ricca di livelli di lettura, temi politici e personali. Crudele e reale come la vita è, mentre che ci adattiamo.

—ooo0ooo—

Anche su Goodreads (26/8/2024) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/4192301544

2 pensieri riguardo “Abbandonato al proprio destino, come tutti

  1. È affascinante come tu sia riuscito a cogliere l’essenza di quest’opera, che va ben oltre la narrativa tradizionale sull’Africa, immergendosi nelle complessità del post-apartheid e nella lotta interiore di un uomo in un mondo in cambiamento. La tua descrizione della prosa di Coetzee come “asciutta, moderna e potente” è assolutamente azzeccata, riflettendo la brutalità e la cruda verità che l’autore porta alla luce. Il contrasto tra la ricerca di redenzione e la scoperta dell’abisso esistenziale è qualcosa che risuona profondamente, e il modo in cui hai evidenziato le sfumature tra orgoglio, vendetta e rassegnazione mette davvero in evidenza il peso emotivo di questo libro. Non sorprende che Vergogna abbia suscitato reazioni così forti e contrastanti, sia in Sudafrica che altrove. Grazie per aver condiviso questa riflessione così ricca. Coetzee è certamente un autore che continua a sfidarci e a farci interrogare sulla natura umana e sul nostro posto in un mondo così pieno di contraddizioni. Una lettura davvero potente.

    Piace a 1 persona

Lascia un commento