
di A.A. Milne, illustrato da Ernest H. Shepard.
Alan Alexandre Milne aveva un solo figlio, Christopher Robin Milne che poi divenne anche lui scrittore. E il buon Christopher Robin aveva, come tutti i bimbi, i suoi amati giocattoli di pezza. Un orso, un porcellino, un asino, un coniglio, un gufo, una tigre, un canguro e forse tanti altri. E il buon Alan, come tutti i padri gentili, amava raccontare al figliolo delle belle storie prima di dormire, come fosse un Tolkien qualunque. Un mondo immaginario, un mondo gentile e semplice, un mondo in cui Christopher sarebbe stato protagonista ed eroe saggio, così come i suoi compagni di giochi, i giocattoli di pezza. Che divennero Winnie-the-Pooh e Piglet e tutti gli altri eroi di una bella infanzia.
Avevo preso questa bella edizione di Winnie-the-Pooh quando vivevo negli Stati Uniti, come un bel souvenir, ma non mi era mai capitato di leggerla. Era lì, splendida con le sue illustrazioni originali di Ernest Howard Shepard (1 stella in più solo per lui), in attesa. E finalmente l’ho divorata. Un libro per bimbi, naturalmente, ma che ha lasciato dopo ogni storia il mio bimbo interiore col sorriso. Un mondo dove un orso poeta ma senza cervello vive serenamente tra amicizia ed amore, dove un asino scontroso viene da tutti benvoluto, dove un coniglio saputello continua a far parte di una bella comunità, e le anime semplici come Piglet e Roo possono continuare ad esserlo senza che gliene venga del male.
Il mondo bello della nostra infanzia. Che alla fine muore, si sa, ma solo dopo averci illuminato in segreto per sempre.
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Anche su Goodreads (15/8/2024) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/2090523197
Che bellissima riflessione sulla magia dell’infanzia! Il tuo post ha catturato in modo poetico l’incanto senza tempo di Winnie-the-Pooh e come queste storie, apparentemente semplici, continuino a toccare i cuori. È meraviglioso come hai sottolineato la connessione tra il mondo creato da Milne e il legame speciale tra padre e figlio che ha ispirato tutto questo. Le tue parole mi hanno fatto sorridere e ricordare l’importanza di preservare quella purezza dentro di noi. Grazie per aver condiviso queste emozioni così profonde!
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Grazie a te per averle sentite tue. Non è un mondo facile il nostro, ma non deve farci dimenticare il bello che è stato, e che in fondo (di nascosto, a volte) ancora è.
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