
Ci ho pensato un po’ se dare o meno le 4 stelle al buon Hamid. Questo suo delicato scritto non è massiccio, e forse non sarà ricordato in futuro tra i capolavori della letteratura. In fin dei conti, è solo la storia di un giovane pakistano, come tanti del mondo più povero, che però è intelligente e dotato, e trova il modo per arrivare. Arrivare negli USA, entrare in una delle loro università più celebri e poi nel mondo del lavoro. Non un lavoro qualunque, ma quello che il sistema richiede per la propria sopravvivenza, per mantenere il suo dominio economico e quindi politico sul mondo.
Alla fine, ciò che il protagonista realizza più o meno consciamente è che in realtà non è lui che sta usando il sistema per cambiare la propria vita, ma è il sistema stesso che si sostiene con la energia e la determinazione delle giovani menti del mondo. Tutti i migliori giovani, i più brillanti e innovativi, aspirano naturalmente a lasciare le proprie misere vite per cambiarle. In America, naturalmente, che sa benissimo come attirare queste eccellenze nel sistema, e come pian piano plagiarle per proprio tornaconto, sradicando legami culturali e affettivi, finanche morali.
Questo enorme contrasto di civiltà, questo profondo e inaspettato sospetto di malafede che infine animerà i pensieri del protagonista sono il cuore della narrazione. In una forma narrativa bellissima, che parte dal tempo finale per raccontare la sua storia, il giovane ci porta tra le sue speranze e i suoi entusiasmi, al suo amore e alle sue difficoltà, tra le contraddizioni e i dubbi. Fino all’epilogo, ancora per le strade di Lahore, ancora con quella cortesia e delicatezza dei visi ciondolanti e apparentemente gentili. Delicati, sorridenti, eppure, se necessario, implacabili.
Sì, ci ho pensato, e credo che il buon Hamid si meriti ampiamente le 4 stelle. Per come, con delicatezza e profondità, ha portato a galla le tante questioni esistenti nel rapporto tra i paesi più evoluti e quelli che invece così evoluti non sono. Sulla gestione del potere, naturalmente, e che diventano questioni di controllo di risorse e valori, e che alimentano risentimenti. E avversione, e rifiuto, e ribellione. Così, quando la televisione gli mostra il dramma delle torri e il mondo che rappresentano che si sbriciolano, il giovane pakistano sorride. Anche se ancora non sa bene perchè.
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Anche su Goodreads (07/05/2025) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/7472097834