
Cinque stelle possono sembrare tante, se non altro dal punto di vista letterario, e infatti non è prevalentemente a quello che si riferiscono. Il punto è che da sempre nel leggere quello che più cerco e mi intriga è la condivisione dell’esperienza. Delle culture diverse dalla mia in questo mondo così eterogeneo, in primis, e poi dell’animo umano, dei suoi drammi nel mentre della sua infinita ricerca di senso e felicità. E Shantaram è stato per me tutto ciò, e anche di più.
Io ho viaggiato e anche vissuto molto tempo all’estero, in ambienti più o meno culturalmente diversi e complessi, e ho sempre apprezzato la ricchezza che è derivata da queste esperienze. E quindi è stato per me assolutamente naturale e appassionante seguire Roberts mentre pian piano scopriva e si appropriava di un’India per noi così poco comprensibile nella sua complessità. L’India mistica e crudele e ancora assolutamente umana e viva tra le sue infinite difficoltà.
Ma non solo l’India e anche l’Afghanistan e magari il Pakistan e l’Iran. Perchè il viaggio di Roberts è sì tra la gente, ma anche in sè stesso. Un viaggio profondo alla ricerca del bene in noi nonostante il male che ci tenta e che emerge di continuo anche quando vorremmo solo fare bene. Un viaggio di ricerca e infinite contraddizioni verso la nostra essenza sconosciuta, magari verso quel perdono che solo noi possiamo concederci per arrivare alla pace che ci manca.
Un viaggio bellissimo che è anche storia vera. La vita dello slum, i treni per la campagna indiana, le comunità rurali, le musiche e le danze di Bollywood, le montagne afghane, i monsoni e il sudore infinito, divinità dalle tante braccia, larghi sorrisi in volti che oscillano con dolcezza, odori e sapori. E malavita spietata e crudeltà, prigioni inumane e corruzione, ricchezza e povertà assolute. La debolezza e la forza della nostra umanità. Sì, avrei voluto non finisse mai.
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Anche su Goodreads (20/03/2025) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/4085695207
l’ho bevuto questo romanzo e se non l’avessi ancora tutto in mente nonostante il tempo passato, lo rileggerei.
Inappuntabile, come srmore, la tua recensione.
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Anch’io l’ho letto d’un fiato, e si farà ricordare. Tra l’altro so che ne hanno fatto una serie che però non hanno completato per scarso successo. E che la Warner Bros. ne acquistò i diritti nel 2007 per farne un film con Johnny Depp che però anche quello rimase nel limbo. Il libro invece ha un sequel, ‘L’ombra della montagna’, che, a leggere le recensioni, sembra meno riuscito.
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Confermo, la serie non è riuscita, anche a detta di chi aveva già letto il libro.
Ma sai che il sequel non mi attira? Ora poi che mi hai detto così, eviterò di leggerlo.
Del film non sapevo. Penso sia complicato riassumere la movimentata vita del protagonista.
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C’era l’impegno di Johnny Depp anche come produttore a dare qualche garanzia, ma poi ci fu lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood e i casini suoi. Fu allora che cedettero i diritti per fare la serie. Mi sa che il film ormai non si farà, anche se se ne parla ancora.
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