Ancora genio e follia, quella dei nostri giorni

“MANIAC” di Benjamín Labatut.

Lo scrivere di Labatut ha il dono di ricreare in maniera assolutamente plausibile e avvincente il racconto delle emozioni, dei pensieri e delle vite dei grandi uomini che nel campo scientifico e tecnico hanno cambiato la nostra vicenda di umanità in cammino. E se in ‘Quando abbiamo smesso di capire il mondo’ il tema, per me di certo appassionante, era l’evoluzione della fisica e della chimica teorica, in ‘MANIAC’ il soggetto è ancora più importante, soprattutto oggi. Il tema dei progressi nel campo dell’AI, l’intelligenza artificiale, dal suo concepimento alle prime sorprendenti applicazioni reali.

Ma a differenza della volta precedente, qui c’è soprattutto un personaggio centrale a condurci nel viaggio, l’ungherese poi americano John von Neumann. Che è stato un genio, come forse lo erano solo quelli alla Leonardo da Vinci dai mille interessi. Un genio visionario e instancabile, che vive un percorso assolutamente originale spostandosi da un campo all’altro della scienza e della tecnica, che passa dalla matematica teorica alla realizzazione della bomba atomica e poi dalla realizzazione dei primi veri computer fino a definire i principi di creazione dell’intelligenza artificiale.

Labatut ci porta così nella vita e nei pensieri di von Neumann dall’inizio dei suoi giorni fino alla sua follia, ce lo fa raccontare con l’intensità dei loro sentimenti dai suoi cari, dai familiari e dagli amici che lo hanno supportato e sopportato, e poi dai colleghi increduli e finanche dai suoi nemici. Ci porta per mano in un questo suo viaggio fantastico che ancora prosegue da dove lui lo lasciò alla sua morte nel febbraio del 1957. Perchè le prime vere applicazioni di AI creativa nel gioco del Go si basarono sui suoi principi, e da lì ormai avanziamo velocissimi.
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“Prima che (…) diventasse indifferente a tutto e si rifiutasse di parlare anche con amici e parenti, gli chiesero cosa sarebbe stato necessario perché un calcolatore, o qualsiasi altra entità meccanica, cominciasse a pensare e comportarsi come un essere umano. Lui si prese moltissimo tempo prima di rispondere, con una voce non più forte di un sussurro.
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Disse che avrebbe dovuto crescere da solo, e non essere costruito.
Disse che avrebbe dovuto comprendere il linguaggio, leggere, scrivere, parlare.
E disse che avrebbe dovuto giocare, come un bambino.”

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Anche su Goodreads (19/02/2025) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/6928939221

3 pensieri riguardo “Ancora genio e follia, quella dei nostri giorni

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