
‘Nexus’ in latino significa legame, connessione, unione, nodo, derivando dal verbo ‘nectere’ (connettere, intessere). Oggi è usato per indicare un punto centrale di convergenza o un elemento chiave di una rete informativa. E la storia delle reti di informazione, dagli albori delle civiltà sino a oggi, è il soggetto di questa ampia e intrigante dissertazione del buon Harari, quello dell’affascinante ‘Sapiens. Da animali a dèi’.
Una storia fatta di salti dirompenti: dalla narrazione orale alla stampa, dalla rivoluzione del telegrafo a radio e televisione, da internet all’intelligenza artificiale. Con conseguenze positive, ma anche molto negative, in equilibrio tra la visione ingenua di chi vede nell’informazione diffusa il trionfo della verità e quella cinica di chi vede nel controllo dell’informazione uno strumento di gestione dell’ordine.
Così la stampa portò sì alla diffusione della conoscenza ma anche a quella di miti dalle nefaste conseguenze come la caccia alle streghe, e il telegrafo portò sì alla rivoluzione industriale e allo sviluppo mondiale ma anche al colonialismo e alle dittature nazista e stalinista, per dirne due. Perchè ogni progresso storico e sociale importante può essere utilizzato in diverse direzioni, nel bene o nel male.
La scelta finale di questa direzione, almeno sino a ieri, era comunque solo umana. Il tipo d’informazione diffusa e le sue conseguenze erano un’azione deliberata degli uomini. Fino a ieri, come un sasso o un coltello, l’informazione diventava pericolosa nelle mani e con la volontà di un agente umano. Un agente il cui sistema di potere poteva essere più o meno moderato con strumenti democratici di autocorrezione.
Ma nel prossimo futuro, forse già da oggi, qualcosa è profondamente cambiato. Con lo sviluppo di algoritmi sempre più sofisticati e dell’intelligenza artificiale, abbiamo creato nuovi ‘strumenti’ che pian piano sono diventati anche ‘agenti’, cioè agiscono indipendentemente dalla supervisione umana. Fanno scelte e perseguono obiettivi in maniera sempre più complessa e aldilà della nostra comprensione.
Harari vede in questa evoluzione un pericolo estremo per la nostra stessa sopravvivenza. Ci sono stati già inquietanti casi, come la responsabilità di Facebook nell’eccidio dei Rohingya in Birmania, e altri se ne possono citare. Ma, come già accaduto in passato, c’è la possibilità di gestire questo nuovo pericolo con nuovi meccanismi di autocorrezione che andranno sviluppati. Alla svelta, però: è rimasto poco tempo.
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Anche su Goodreads (20/01/2026) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/6625439717