
Classico della letteratura dell’ottocento, tra le più rilevanti opere di genere nel mondo dell’orrore, mi è molto piaciuta la scorrevole narrazione ora per bocca di uno ora dell’altro dei suoi protagonisti. Così da coglierne le diverse visuali, mentre pian piano si componevano nella vicenda. E mi è piaciuto farlo nella versione inglese originale, che quasi mai mi ha costretto al dizionario tanta era la sua comprensibilità.
Il male, quello cui concediamo di avvicinarsi, i suoi piani, i suoi punti di forza e le debolezze, sono sempre presenti nella vicenda, ma non ne sono i protagonisti. Il male, comunque presente e potente, è in ombra perchè è il bene protagonista della storia. Un bene impaurito, ma determinato. Un bene convinto della propria giustezza, un bene disperato e risoluto nel salvare la dolce Mina, e salvando lei l’umanità intera.
Non sono questi i tempi per cose così antiche. I difensori del bene oggi sono nascosti di fronte al pericolo, temono di non poter più fermare la marea, e forse hanno ragione. Giorni che vedono vincere il male, sopruso e tornaconto personale, deridono bene comune e progresso civile delle comunità, colpiscono senza rimorso. ‘Mala tempora currunt’, e forse è stato e sarà sempre così. O forse, se lo vorremmo, non più.
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Anche su Goodreads (06/12/2025) al link:
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