Buon Natale, Scrooge!

“Il canto di Natale” – “A Christmas Carol” di Charles Dickens.

Buon Natale, Scrooge! (25/12/2017)

Leggerlo per il Natale, questo mi ero ripromesso e mi piace averlo fatto. Scoprendo un gioiellino oltre lo stile, pur delizioso, che ci parla di noi.

Ciascuno di noi che in realtà è un po’ Scrooge. Nella mente abbiamo tutti ricordi giovanili di entusiasmi e speranze, ideali e buoni propositi, compagni e amori sinceri. Che col tempo mettiamo da parte, perdiamo e infine rinneghiamo per un pur naturale senso di amor proprio e protezione. Fino ad un presente disilluso, ogni giorno più stanco.

La via, la fine del percorso, può essere il nulla, la solitudine. Che ci permette, è vero, di non ferirci, ma ugualmente non ci arricchisce più. E’ un pericolo reale, è un pericolo mortale. Anche se, come per Scrooge, ogni giorno in realtà è una occasione, per cambiare questo finale. Certo, farlo a Natale ha il suo fascino, e Dickens lo ha ben raccontato.

Alla fine, insieme a queste riflessioni, nella mente resta l’immagine di Scrooge sorpreso dalla sua risata, che osserva con occhi nuovi il batacchio della sua porta e il mondo intero, e il suo nuovo e sincero…

Buon Natale!

Ben ritrovato Scrooge (25/12/2019)

Sì, in un parco solitario al sole limpido di questo Dicembre, e poi alla luce della propria poltrona mentre cala la sera. Tutto d’un fiato, tutto in un giorno. Facendosi largo tra mille pensieri, pensieri cambiati e allo stesso tempo immutati.

Celebrando e ricordando in questa giornata il proprio passato e il tempo di oggi, nonostante tutti i problemi. E riflettendo sul futuro, sui rischi e sulle opportunità. Come Scrooge, e tutti noi. Ogni giorno, certo, ma forse ancor di più oggi.

Sì, ancora una volta buon Natale, Scrooge. Come hai narrato della tua disperazione e del tuo cambiamento, così con la tua storia deliziosa possiamo continuare a riflettere. E sperare nel cambiamento, in giorni migliori e più sereni.

One more time… (28/12/2022)

Chiudo il libro, stavolta l’ho letto in inglese dell’ottocento, assaporo l’ultimo sorso di vino campano. Intorno a me amici che stanno bene insieme, ma anche un signore che chiede consiglio per un buon vino, solo come me. E mentre torno a casa, là una signora che nel buio della sera controlla di aver chiuso i cancelli dell’università, e una ragazza in un locale vuoto o quasi che controlla il suo cellulare. Poi una signora nel viale deserto che si affretta verso casa indossando una mascherina nera, e quello male in arnese che parla sul serio con due cani e, quando lo osservo, mi guarda e mi sorride.

Quanta gente, quanta umanità. Gente serena con le sue amicizie, altra sola col suo disagio e la sua fragilità, o sola e basta. Sì, è vero, siamo tutti soli in questo mondo, ma qualcuno tra noi a volte più di altri e per i motivi più svariati. Caso, destino, disincanto, delusione, scelta. Disumanità, direbbe qualcuno, o anaffettività, scelta o subìta. Che sono tutte parole giuste, ma sono tutte parole che dovrebbero anche preoccuparci. Perché forse è questa società che, pian piano, ci spinge a rinchiuderci in noi stessi, a desiderare una felicità privata che però non può esistere senza gli altri.

Scrooge ci era già passato, conosciamo la storia. Pian piano aveva perso la sua umanità, il suo senso di empatia e quindi quella sua stessa felicità cui pure aspirava. Perché la strada scelta era sbagliata. Arroccato in propria difesa, sempre più allontanandosi dalla sua natura umana, quella della comunità e del bene comune. Il suo destino era così segnato dalle sue stesse azioni, dalla sua scelta di solitudine, la sua fine che comunque sarebbe giunta era triste se non crudele. Scrooge l’ha capito in tempo, e la storia racconta la sua salvezza. Affinchè noi si rifletta, ancora una volta, sul tutto.

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Anche su Goodreads ai link:
“Il canto di Natale” – https://www.goodreads.com/review/show/2222924367
“A Christmas Carol” – https://www.goodreads.com/review/show/5185507780

2 pensieri riguardo “Buon Natale, Scrooge!

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