
Leggere le testimonianze raccolte da Svetlana Aleksievič in questo suo libro mi ha condotto per mano nella sofferenza continua e inconsolabile dei suoi protagonisti. Che siano scienziati disperati che han cercato di dare inutilmente consapevolezza della tragedia ai responsabili, contadini lasciati sostanzialmente e volutamente ignari delle conseguenze del loro quotidiano, protagonisti eroici e per questo condannati senza scampo per aver fatto quello che andava fatto di fronte all’apocalisse, i bambini e le bambine incolpevoli condannati anch’essi senza scampo e anche quelli mai nati a migliaia e migliaia in questo nuovo mondo malato e ignoto che abbiamo creato, ognuno di loro alla fine ha compreso nell’intimo che quella che era la loro storia vitale e di speranza sarebbe da un momento all’altro e senza scampo diventata una storia di morte. Morte rassegnata, da cui non è possibile difendersi in alcun modo, anche avendo i mezzi appropriati per combatterla, che non ci furono.
Una sofferenza e una tragedia in cui però colpisce con sgomento lo spirito di sopportazione e il profondo fatalismo. La gente che ha sopportato e vinto l’occupazione nazista e Stalingrado è stata ancora disposta nel suo retaggio culturale a sopportare e a sopravvivere a tutto, ad andare avanti senza arrendersi, magari sbronza fino a midollo e facendo finta di non sapere tutto ciò che invece ben sappiamo. Il problema stavolta è che, dopo aver sopportato tanto sinora, non si sa ancora cosa resta da sopportare e per quanto tempo. Centinaia di villaggi evacuati, migliaia di persone decedute per cause in stretta correlazione con l’incidente, alterazioni della flora e della fauna, migliaia di aborti più o meno spontanei sono conseguenze già a consuntivo. Ma quelle terre, su cui continuano a soffiare venti e cadere pioggie, vivere animali e girovagare ‘turisti’, quelle terre che hanno visto una radiazione pari a 400 volte quella di Hiroshima, resteranno contaminate per altri 24.000 anni almeno.
E di ciò, che la guerra stavolta probabilmente non si potrà vincere, sta crescendo consapevolezza. E con essa la perdita di certezze antiche e speranze future. In un desolato nulla.
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Anche su Goodreads (24/10/2024) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/6809982376