E invece càpita

“Il processo” di Franz Kafka.

“Qualcuno doveva aver diffamato Josef K., perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato.”

Senza conoscere l’accusa, senza poter imbastire una difesa che non sia la sua vita irreprensibile, con l’ansia crescente di non riuscire a trovare il filo della questione, il modo per protestare la propria assoluta innocenza di fronte ad accusatori nell’ombra e in malafede o approssimativi. Ed infine la sua vita completamente sconvolta di fronte alla condanna ingiusta, ma inevitabile. Una condanna a morte.

Una vicenda assurda, che ben esemplifica l’aggettivo ‘kafkiano’ nel raccontare l’incomprensibilità e l’assurdità delle situazioni in cui potrebbe trovarsi a volte l’esistenza umana, tragicamente al di là dei meriti e delle colpe. E si potrebbe sperare che non sia così, che ci sia sempre una spiegazione anche nelle vicende più assurde e che quanto il buon Kafka ci narra, qui e altrove, non possa capitare.

E invece càpita.

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Anche su Goodreads (16/3/2019) al link:
https://www.goodreads.com/review/show/2744260609

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